Dove ci trovi… PIEDICAVALLO e MONTESINARO

Situato a 1037 metri di altitudine, in una piccola conca al termine della strada carrozzabile, è il paese più alpestre del Biellese; comprende anche la frazione di Montesinaro, a meno di un chilometro di distanza, dalla quale si ammira uno spendido panorama della Valle Cervo. Il soggiorno estivo è reso particolarmente piacevole dal clima fresco e dalla tranquillità che caratterizzano il paese; le nevicate invernali rendono questi luoghi molto suggestivi.
Attraversato dal Cervo e dai suoi affluenti Irogna, Mologna e Chiobbia, è circondato da suggestive faggete e dalla catena di montagne che formano la pittoresca testata dell’Alta Valle Cervo.
La borgata, di antico impianto rurale, è contraddistinta da una via principale lastricata e da numerose vie secondarie pedonali; percorrendole si possono osservare le tipiche abitazioni in pietra, ornate da particolari architettonici come architravi scolpiti, meridiane, antichi portoni in legno e scale di accesso ai vecchi fienili.
A Piedicavallo si distinguono il Tempio Valdese, unico edificio di questo culto religioso in Valle, ora sede di mostre e concerti, e il Teatro Regina Margherita, costruito nell’Ottocento, che attualmente ospita spettacoli teatrali, concerti e proiezioni cinematografiche, oltre alla parrocchia di San Michele e, in frazione di Montesinaro, l’oratorio di San Grato.
Lungo la sponda sinistra del Cervo è situato il parco delle Ravere, dotato di ampio parcheggio, area pic-nic, bar, giochi e campi da tennis e bocce. Attorno ai due abitati, lungo le antiche mulattiere, numerose baite e cascine riportano all’attività pastorale di un tempo, ancora oggi praticata nei mesi estivi.

Un po’ di storia …

Il paese, nato come un villaggio rurale alla confluenza dei due torrenti, diventa comune nel 1722. Per altitudine e caratteri dell’insediamento rappresenta il più alpestre dei comuni del Biellese; ha conservato integro l’impianto urbanistico compatto, addossato alla montagna con forti dislivelli, conseguenza della morfologia del suolo e dell’esigenza di destinare allo sfalcio e al pascolo le scarse aree prative pianeggianti. Il primitivo luogo abitato, che compare in documenti del 1343 , fu servito per molti secoli solo da una mulattiera che saliva dalla valle.

Piedicavallo, tramite i collegamenti dei valichi dei colli della Vecchia, della Mologna Grande e della Mologna Piccola, (verso Gaby e Gressoney) e del Croso (verso Rassa in Valsesia), fu centro d’incontro e di scambio con le popolazioni di origine francofona e walser di quelle valli dal Seicento all’Ottocento.
La frazione di Montesinaro nasce come centro abitato relativamente tardi, probabilmente all’ inizio del Seicento, quando si forma un modesto agglomerato di case che conta una decina di abitanti; nel corso dei secoli la popolazione aumenta, la borgata cresce, pur mantenendo caratteri prevalentemente rurali, sviluppandosi in verticale su un crinale che domina la vallata, alla confluenza dei torrenti Cervo e Chiobbia. Numerose sono le testimonianze architettoniche della tipica casa valligiana, sviluppate in altezza per limitare lo spreco del suolo e comprendente, nello stesso edificio abitazione, stalla e fienile.

Oltre ai due abitati, ricchi di elementi architettonici e di arredo urbano pregevoli, quali fontane, comignoli, sporti di gronda, sottopassi stradali, ponti, steli votivi, ripide scale di accesso ai fienili, i cascinali vicini ai paesi forniscono la dimensione dell’abilità degli scalpellini e muratori locali e dell’importanza delle attività rurale, a base pastorale, condotta nei secoli scorsi dalle donne valligiane.
Il nome Piedicavallo potrebbe derivate dal latino e si riferisce alla morfologia del terreno e ai mezzi di trasporto usati per percorrere un cammino impervio e scosceso. Altrimenti potrebbe derivare da ”pè di cò val” ovvero ”alla fine della valle”.