La storia della Rosa Bianca, uno dei più antichi locali del Biellese, inizia nel 1856, quando venne aperta un’osteria; i fondatori furono Pietro Peraldo Eusebiot, di Piedicavallo, e Anna, di Campiglia Cervo. All’interno dell’albergo è ancora affissa al muro la prima licenza, intestata a Pietro Peraldo fu Michele. La data di apertura è il 25 ottobre del 1856, con il permesso di vendita di panetteria, commestibili, osteria e tabaccheria. Come molti altri uomini della Valle Cervo, Pietro era uno scalpellino, quindi stava fuori casa a lavorare la pietra per parecchi mesi l’anno, quindi l’attività venne mandata avanti dalla moglie Anna con le due figlie Dorinda e Clodina. Durante quegli anni l’osteria veniva principalmente frequentata dalle persone del paese e da pochi viandanti.

Nel 1884 la conduzione passa alle figlie di Pietro, Clodina e Dorinda la quali espansero l’originaria osteria facendola diventare locanda, ancora senza il nome “Rosa Bianca” che la caratterizzerà successivamente. Iniziarono dunque a esserci le prime stanze dove alloggiare le persone continuando comunque l’attività di osteria.
Il grande cambiamento avviene nei primi anni del Novecento quando viene costruita la strada carrozzabile che unisce Piedicavallo agli altri paesi della valle e a Biella: inizia a crescere pian piano il turismo. Sempre in quegli anni, viene chiesto di dare il nome al locale e Clodina Peraldo ispirata da una pianta di rosa bianca cresciuta lì accanto diede il nome alla locanda. Negli anni della guerra l’attività passa alla figlia Annina, la quale sarà titolare per oltre una ventina d’anni mandandola avanti nei primi tempi con pochi aiuti poiché il marito era partito negli anni 30 per andare in Africa a lavorare come camionista e rientrò solo nel 1947.
Nel 1968 la gestione va alla nuora Italina Antonacci, moglie di Piero, che gestirà la locanda, divenuta nel frattempo albergo- ristorante, fino al 1994, sempre con l’aiuto di Annina. Dal 1995 l’attività passa alla figlia Silvia Ianutolo Bassan fino ai nostri giorni col subentro nel 2019 dei suoi figli Emanuele ed Elisa Giavina Cospettin.
La storia della Rosa Bianca va così avanti, ormai da sei generazioni della stessa famiglia, dal lontano 1856.
Il fabbricato della Rosa Bianca non si sa con precisione quando sia stato costruito, una targa di inizio Ottocento indica una ristrutturazione. Un’ altro ampliamento fu fatto nel 1912, da Dorinda e Clodina quando venne aggiunta un’ ala alla casa e vennero sostituiti anche tutti gli infissi.
Nel 1963 la casa venne rialzata di un intero piano, ricavando così altre 5 stanze. Negli anni successivi si è sempre proseguito con migliorie. Attualmente l’albergo dispone di 10 camere da letto tutte con il bagno interno. Sono disponibili per l’attività di ristorazione tre sale per circa 60 posti a sedere. Si può anche usufruire dell’annesso bar- tabacchi – edicola e di un terrazzo attrezzato ove si può anche pranzare o cenare.