29 ottobre 2006
LA ROSA BIANCA DI PIEDICAVALLO HA FESTEGGIATO I PRIMI 150 ANNI DI ATTIVITA’ ININTERROTTA GESTITA DALLA STESSA FAMIGLIA CON UNA GRANDE FESTA POPOLARE, UN LIBRO E UN BANCHETTO

Sabato scorso una bella mezza giornata di sole opportunamente inseritasi tra piogge e grigiori autunnali ha accolto la festa dell’ Albergo-Ristorante “Rosa Bianca” di Piedicavallo che celebrava i suoi primi 150 anni di attività ininterrotta gestita dalla stessa famiglia. Un tripudio di persone, tra abitanti di Piedicavallo e Montesinaro, parenti, amici e clienti, e l’ accattivante suono della banda diretta da Silvano Levis hanno accompagnato le tre generazioni viventi dell’ esercizio alla Chiesa di San Michele, dove Don Giuseppe Lajolo ha celebrato la messa, per poi ritornare all’ Albergo per la continuazione della cerimonia. Parecchie autorità hanno accolto l’ invito della famiglia Ianutolo Bassan ed hanno voluto, su richiesta del cerimoniere Franco Ruffa, esporre il loro pensiero. Si sono susseguiti nell’ ordine il Sindaco di Piedicavallo Ilario Bortolan, il Parroco Don Giuseppe Lajolo, il Presidente della Comunità Montana Valle del Cervo-la Bürsch Giancarlo Machetti, il Presidente dell’ ASCOM Biella Mario Novaretti, il quale ha ricordato tra l’ altro le parole del fondatore della Bürsch Nello Casale il quale affermava che anche un astemio avrebbe pianto il giorno in cui l’ultimo bar della valle avesse chiuso per sempre i battenti, e il Presidente ANA di Biella Edoardo Gaya.
Poi tutti al Ristorante ospiti dell’ attuale titolare Silvia Ianutolo Bassan. Con il contorno di prelibati stuzzichini e di allettanti torte, il tutto sostenuto da buon vino rosso e bianco, con l’ acqua, minerale e quella dell’ ottimo acquedotto comunale, in evidente scarsa competività con i vini, la protagonista è stata la mitica “polenta e moja”, la regina della ristorazione montana che tanti riconoscimenti ha avuto ad ogni livello. Si dice di questo piatto che rappresenti la semplicità esecutiva di ottimi ingredienti ma c’ è qualcuno che alimenta la voce che ci possa essere un misterioso elemento ics, un piccolo additivo naturale che farebbe la grande differenza. Sta di fatto che è buona, molto buona tant’ è che è difficile che un piatto torni in cucina vuoto.
A suggello della giornata v’è stata la presentazione con relativa distribuzione gratuita del libretto “La Rosa Bianca di Piedicavallo-150 anni di attività ininterrotta della stessa famiglia”, scritto da Italina Antonacci in Ianutolo Bassan, curato da Franco Ruffa, edito da Eventi & Progetti, con il patrocinio del Comune di Piedicavallo e dell’ ASCOM Biella. Si legge d’ un fiato anche perché è scritto con l’ accattivante dote della semplicità e della scorrevolezza. Sembra infatti di vedere scorrere le immagini degli episodi narrati come nei migliori film del neorealismo italiano.
Biella, 22 ottobre 2006
Franco Ruffa